Articolo di Elisa Fiorini, originariamente pubblicato su corrieredibologna.corriere.it
C’è un filo rosso lungo 15 anni che unisce i giocatori del Bologna non solo sul rettangolo di gioco, ma anche fuori dal campo. Di cosa stiamo parlando? Di un barbiere.
Ma non è un barbiere qualsiasi: Roberto D'Annunzio Barberia è una vera e propria istituzione nel mondo rossoblù, dove i calciatori tagliano i capelli da una vita grazie alla più antica forma di comunicazione che ci sia, che nei tempi che corrono è quasi svanita: il sano passaparola.
L’aprifila? Alberto Gilardino, nel 2013, fino ad arrivare a Riccardo Orsolini che sin dal suo arrivo a Bologna si è «stabilito» nella barberia di via Sant’Isaia. Da allora, il capitano ha indirizzato lì tutti i compagni, vecchi e nuovi.
La domanda, a distanza di quasi 15 anni dall’apertura (era il 6 settembre 2011) sorge spontanea: perché scelgono tutti questo posto? «Forse perché non capisco nulla di calcio – scherza il titolare Roberto – e quando vengono qui parliamo di un sacco di cose, ma non di quello che accade allo stadio. È una bella occasione per disperdere un po’ di stress calcistico accumulato e fare amicizia». Amicizia, sì, come quella che lo lega a Orsolini, «con il quale è nata anche una collaborazione imprenditoriale nel progetto Ottica Lùmina» ha continuato.
Oltre alla lunghissima lista di giocatori passati sotto le sue forbici (Soriano, Bonifazi, Ravaglia, Lykogiannis, Calabria, Pobega, per citarne alcuni), Roberto D’Annunzio vanta anche una chiamata a Valles, durante il ritiro del Bologna, dove ha tagliato i capelli a tutta la squadra, allenatore compreso. «È andata benissimo, ci siamo divertiti, anche con il mister» conferma.
Chiuso il calciomercato, si può dire: «Il più esigente? Rowe - confessa – oltre ad avere un capello particolare era un po’ spigoloso. La richiesta più strana me l’ha fatta Bonifazi, quando mi ha commissionato i capelli tutti rossi. Chi si presenta con una frequenza maggiore? Dovbyk: da quando è in città è venuto una volta a settimana». Sul più simpatico, Roberto sceglie la via della diplomazia: «Tutti, dai… anche se con Orso ovviamente ci lega un legame particolare».
La Roberto D'Annunzio Barberia non è però frequentata «solo» da scienziati del pallone: nel corso degli anni sono passati anche cestisti della Virtus («Vildoza, per tutto il suo periodo in bianconero, e Zizic»), oltre a istituzioni come Cesare Cremonini e Placido Salamone, chitarrista di Biagio Antonacci. «Negli anni le richieste sono cambiate: ora piacciono molto le rasature a pelle, le sfumature, i mullet, tutti tagli che per mantenersi hanno bisogno di ritocchi ogni settimana o quasi. Ormai vanno di moda quei tagli lì, a parte Berna, che ha deciso di farseli crescere… Però almeno viene a farsi la barba» sogghigna.
Dunque, il futuro dei capelli del Bologna è nelle mani di chi di calcio conferma di non sapere granché, ma conosce molto bene tutti i giocatori. In fondo, è bello così: «Sono una grande squadra – afferma Roberto – perché sono molto legati. E poi, dai, con due partite non si può ancora capire se siamo forti o no…» sorride.