Articolo e immagini di Luca Baccolini, originariamente pubblicati su bologna.repubblica.it
BOLOGNA – Il primo è stato Riccardo Orsolini. Poi è dilagato il passaparola. Alla barberia di Roberto D’Annunzio in via Sant’Isaia il via-vai di calciatori rossoblù è inarrestabile, anche perché in epoca Instagram (senza contare i primi piani ormai radiografici delle telecamere) è diventato necessario aggiornare sempre più spesso il taglio dei capelli.
L’ultimo ad aver sposato il mago delle teste rossoblù è stato Ciro Immobile, che ha chiesto il suo ormai abituale “fade”, il taglio più à la page tra i giovanissimi, cortissimo ai lati, quasi in dissolvenza vicino alle orecchie, con la riga a destra.
D’Annunzio però non è un Figaro in cerca di notorietà: «Più che clienti i giocatori sono amici. Mi scrivono direttamente sui social per prendere appuntamento. Con alcuni ci esco anche a cena. E Orsolini è diventato pure mio socio in Lùmina, un negozio di ottica in centro a Bologna».
Da quando a Casteldebole si è sparsa la notizia di un barbiere talentuoso e riservato, non c’è un calciatore rossoblù che non sia passato di qui.
Lo testimonia anche il muro di maglie appese davanti ai lavabi: da Soriano a Lykogiannis, da Cambiaghi a Freuler, passando per Pobega, Casale e Fabbian, lo sguardo abbraccia l’intera rosa del Bologna, di oggi e di ieri.
E alcuni, come Bonifazi, sono tornati anche dopo aver lasciato la squadra, sintomo di un calcio in cui è più facile cambiare la maglia rispetto al barbiere. Ma del resto è finita anche l’epoca del capello hippy alla Centofanti o dei ricci selvaggi alla Socrates: il nuovo codice tricologico ammette quasi esclusivamente tagli cortissimi.
«Più che una moda penso sia questione di comodità. Ormai so a memoria i gusti di tutti», racconta D’Annunzio, bolognese acquisito con vent’anni di esperienza nel campo.
«Da Vasto, dove sono nato, mi sono trasferito in città per studiare informatica, che poi ho lasciato per cominciare a lavorare. Ho aperto il negozio nel 2011. Questo era il lavoro del mio bisnonno. Ma da allora le cose sono cambiate parecchio: oggi l’appuntamento dal barbiere è diventato un rito settimanale, a volte persino più ricorrente. Meglio, per la nostra categoria, ma i prezzi qui sono democratici: per un taglio chiediamo 25 euro, con la barba 40. I calciatori passano a trovarmi di continuo: è ovvio che ci tengano al look, esposti come sono. Ma se tornano sempre qui vuol dire che si sono trovati bene».